“Come ottenere un fisico bello, non grosso, in grado di far girare la testa a chi ti incontra, in 24 settimane, 57 minuti di allenamento, 9 esercizi fondamentali con i pesi e un indice segreto che pochi conoscono grazie al metodo B.I.I.O. system.                                                                                             Il tutto senza perdite di tempo e di soldi, evitando esercizi inutili e noiosi, anche se non sei mai messo piede in una palestra o non hai mai toccato un peso in vita tua”.


Ciao,


in questo articolo che ho scritto per te, trovi interessanti informazioni per capire:

  • Cosa significa B.I.I.O. system e da dove nasce questo sistema di allenamento con i pesi.
  • Come il B.I.I.O. ti permette di tornare in forma e migliorare il tuo fisico.
  • Perché è privo di fondamento il classico allenamento che la gran parte degli istruttori di palestra ti consiglia di fare.
  • Quali sono gli errori da evitare per non compromettere il raggiungimento del tuo obiettivo.


Se hai interesse a tutto ciò e vuoi migliorare la tua forma fisica, continua a leggere con attenzione.


IL METODO B.I.I.O. SYSTEM, INFORMAZIONI E CURIOSITA’.

Come detto, il B.I.I.O. è un sistema di allenamento con i pesi.          Questo metodo viene insegnato ufficialmente nel corso di laurea di scienze motorie e fisioterapia all’Università di Torino e in altre Università d’Italia.


Il creatore del B.I.I.O. è Claudio Tozzi.  Tozzi è considerato uno dei massimi esperti in Italia sull’allenamento con i pesi ed è colui che ha scritto il libro sul BIIO system, il testo più venduto del settore con ben 7 ristampe dal 2001.


Io sono un suo allievo e da lui ho ottenuto  la certificazione come personal trainer B.I.I.O. dopo avere superato l’esame scritto e pratico. Oggi sono il primo a poter insegnare questo metodo nella provincia di Fermo presso la palestra New Life di Porto San Giorgio.


Fatta questa breve premessa veniamo a noi e vediamo 

COSA SIGNIFICA B.I.I.O.?


B.I.I.O. sta per:

B = BREVE
I = INTENSO
I = INFREQUENTE
O = ORGANIZZATO


MA…


“Perché un sistema di allenamento con i pesi deve essere svolto in modo Breve, Intenso, Infrequente e Organizzato e non in altro modo?”


Vediamolo insieme.


Prima però permettimi di fare un’affermazione provocatoria.

Un’affermazione che forse ti lascerà sorpreso o sorpresa.

Probabilmente irriterà molti istruttori e personal trainer.

Magari leggendola, lì per lì, non mi crederai nemmeno.


Ti capisco.


Ti capisco perché non tutti sanno o hanno studiato quello che tra poco leggerai tu e forse mai nessuno ha fatto mai insieme a te certi discorsi, certe riflessioni e certi ragionamenti.


Per cui lo faccio io, così via via che continuerai a leggere, ti dimostrerò che quello che sto per dirti, ha un fondamento logico e scientifico.


Ci sei?


Ok.


Quindi.


Qual’ è allora quest’ affermazione provocatoria?


Eccola qui…


Il metodo B.I.I.O. system, è un sistema di allenamento che si basa su principi  OPPOSTI rispetto ai classici allenamenti proposti da molti personal trainer che trovi in palestra.


Si, hai letto bene.


Te lo ripeto per avere la sicurezza di essere stato chiaro.


 Il B.I.I.O. è un metodo di allenamento opposto, cioè TI FA ALLENARE AL CONTRARIO e in maniera diversa ma corretta, rispetto a quello che la gran parte degli istruttori ti dice fare quando vai in palestra.


Immagino la tua faccia in questo momento (o il sorriso di molti miei colleghi).


“Ma come Massi”, mi dirai.


“Com’è possibile che il B.I.I.O. è un allenamento OPPOSTO e da SVOLGERE AL CONTRARIO rispetto a quello che dice la gran parte degli istruttori”?


Come ti dicevo, per dimostrarti su quali basi scientifiche si poggia la mia affermazione, t’invito a fare un viaggio con me.


Si, dico davvero.


Dai vieni.


Sali a bordo della mia macchina del tempo.


Facciamo un viaggio nel passato.


Andiamo indietro fino a circa 4-6 milioni di anni fa.                                                                                                                          

Poi, piano piano ti riporto lì, dove sei ora, così ti sarà più chiaro perché un allenamento deve essere svolto in modo Breve, Intenso, Infrequente, Organizzato e non in altri modi.


Se hai il coraggio di partecipare a questa avventura, sali a bordo, fidati di me e continua a leggere.


Sono sicuro che ti divertirai e scoprirai diverse curiosità che forse non sapevi.


Oh, sia chiaro.


Se questo coraggio non ce l’hai, resta pure lì dove sei…


Non c’è nessun problema, ci salutiamo e ti auguro buona giornata.


Sei qui?


Molto bene.


Significa allora che sei una persona curiosa, con la mente aperta e interessata a conoscere come funziona questo sistema di allenamento. E vuoi anche capire come raggiungere in modo corretto e intelligente, grandi risultati in termini di bella forma fisica, senza buttare più soldi né perdere tempo dietro ad allenamenti inutili, noiosi, spesso errati o inefficaci.


Ottimo, mi fa davvero piacere.

Ok quindi, dai non perdiamo tempo.

Via....partiamo!


UN VIAGGIO NEL TEMPO

Tempo fa, due ricercatori, Seynut e Pickford, scoprirono in Africa, per la precisone in Kenia, i resti di un nostro antenato, il "Millennium".                                                                                    


I due ricercatori datarono questi resti come appartenenti proprio a un periodo di circa 4-6 milioni di fa.


Successivamente, gli ominidi di varie specie che seguirono il Millennium, furono chiamati “Australopithecus”.                       I primi a comparire, tra i 4,4 e i 4 milioni di anni fa, furono gli Australopitechus Ramidus e gli Amanensis.


A seguire, siamo a circa 3-2,5 milioni di anni fa, fu la volta dell'Australopitechus Africanus. Questo viene considerato il progenitore di altri Australopitechus come il Boisei, il Robusts e l'Aethiopicus.


Ora prestami attenzione.


Circa 2,5 milioni di anni fa, apparve l'Australopithecus Garhi.         Il Garhi, è il primo ominide che introduce la carne nella sua alimentazione, mentre i suoi predecessori si alimentavano soprattutto di vegetali, tuberi e qualche formica.                                                        

Inoltre il Garhi, acquisisce la capacità di costruirsi i primi rudimentali utensili non solo per facilitarsi nella caccia o nelle lotte, ma anche per riuscire a tagliare le carni dopo una caccia.
Queste novità fanno ritenere agli studiosi che proprio da lui è iniziata una vera e propria evoluzione.


Ora.


Per quanto riguarda l’alimentazione, per il nostro antenato, trovare la vegetazione da mangiare era piuttosto facile, perché di questa ce n'era in abbondanza.

Più complicato era invece cacciare un animale. Si perché, come puoi immaginare, un animale scappa, salta, corre, si arrampica, o addirittura ti attacca per sbranarti.                  


Ecco quindi che questi ominidi, si videro costretti a ingegnarsi, organizzarsi e a lavorare di squadra se volevano uccidere una preda, sfamarsi e far mangiare anche gli altri componenti della tribù una volta rientrati al villaggio dopo una dura battuta di caccia.


Gli studi su di loro ci dicono che avevano il cranio e il cervello più grandi rispetto ai loro predecessori e si presume avessero un’intelligenza più sviluppata rispetto a questi ultimi.                                                                   

 

Il motivo si ritiene sia dovuto proprio all’introduzione della carne nell’alimentazione. 


A proposito di carne.


Qual’ era il sistema di caccia di questi ominidi?

Beh, da un lato essi usavano il sistema tradizionale.                                                                                                                             Cioè si spostavano per cercare di uccidere un animale e, a seconda delle dimensioni di questo, o lo mangiavano lì sul luogo, o lo portavano al villaggio.                                     


Potevano quindi essere costretti ad affrontare o dure lotte contro animali più o meno pericolosi, o scontri con altri ominidi di tribù rivali per difendere le prede uccise.

Accanto al sistema tradizionale essi usavano un altro metodo di caccia.                                                                                                


Questo consisteva nel cercare le carcasse di animali abbandonate o lasciate incustodite sui rami degli alberi, da alcuni grossi predatori.


Mi spiego meglio.


Ti sarà capitato di vedere, in alcuni documentari alla tv, che alcuni felini, simili a un leopardo, sono soliti portare la preda che hanno ucciso, sui rami di un albero.                                                                                                                                                                    Fanno così perché in questo modo possono gustarsi il meritato bottino in santa pace, senza avere "rotture di scatole" da parte di altri animali che gironzolano nei pressi.                                                                                           

Tornando al nostro Garhi quindi, queste carcasse lasciate sugli alberi, erano le preferite dagli ominidi.                      


Perché?


Ovvio, perché potevano essere prese senza troppa fatica evitando lotte tanto cruente quanto rischiose.                 


Per questo motivo i Garhi avevano sviluppato sia la capacità di salire sugli alberi, grazie alle loro braccia piuttosto lunghe, sia quella di utilizzare, come detto, pietre appuntite per tagliare le carni.


Ci sei fin qui?


Ok.


Questo passaggio è importante da memorizzare perché ci sono due elementi da tenere in considerazione.


Uno: il nostro antenato faceva duri sforzi per

trovare il cibo o dure lotte per difendersi.                                                                  
Due: finita la caccia o la lotta, ritornava al villaggio per mangiare e recuperare le energie perse.


Ritorneremo tra breve su questi concetti. 

                                                                         

Ora andiamo avanti e continuiamo il nostro viaggio nel tempo.

Siamo a circa 2 milioni di anni fa e scopriamo che, dopo il nostro Garhi, compare l'Homo Rudolfensis.                        


Poi è la volta dell'Homo Abilis che viveva nella savana, circa 1,6 milioni di anni fa. Quindi, siamo a circa 250.000 anni fa,  troviamo l'Homo Ergaster e l'Homo Erectus. Quest' ultimo fu il primo ad uscire dall'Africa e a dirigersi verso l'Asia e l'Europa. La sua capacità cranica era ancora aumentata e aveva imparato a costruirsi dei ripari.


Proseguendo, arriviamo a circa 200.000 anni fa quando compare l'Homo di Neandertal.           

Gli studi su di lui ci dicono che era massiccio, muscoloso, forte, sfiorava un'altezza di 165-170 centimetri, era astuto, organizzato, aveva iniziato a comunicare e consumava più proteine.  


Il Neandertal, a sua volta, lascia il posto all'Homo Sapiens Sapiens.

Il Sapiens Sapiens appare nel Nord Africa circa 100.000 anni fa, ed è considerato il più simile a noi, il vero nostro diretto predecessore.

Te lo ripeto perché questo è importante: il predecessore più simile a noi, è comparso circa 100.000 anni fa.


Ora prestami ancora attenzione.


Proprio perché il nostro più vicino predecessore è comparso 100.000 anni fa, i nostri geni sono settati a quelli del Sapiens Sapiens, quindi sono più o meno quelli di 100.000 anni fa.                                                                                      

Si può dire così perché in 100.000 anni il nostro DNA si è modificato solo di un insignificante 0,004%.                                                                      

Cioè il nulla.                                                                            


Quindi ripeto.                                                             


 Il nostro corpo e il nostro DNA sono rimasti uguali a quelli di 100.000 anni fa.                                                                 


Uguali cioè a quell'uomo che camminava, cacciava, lottava, mangiava, riposava e poi ricominciava il tutto fino alla sua morte, alla morte di suo figlio e a quella del figlio di suo figlio e così via.


Ci sei fin qui?


Bene.


Fermiamoci qui.


Direi che abbiamo fatto un bel viaggio nel tempo ed è ora di tornare alla base per fare insieme alcune considerazioni.


TORNIAMO ALLA DEFINIZIONE DI B.I.I.O

Abbiamo detto che B.I.I.O. sta per Breve, Intenso, Infrequente, Organizzato.   


Ora prendiamo questa definizione e vediamo, con riferimento all’allenamento, perché ciò che faceva il nostro antenato durante una lotta, deve essere ripetuto quando ci alleniamo in palestra con i pesi.


Per far ciò, facciamo un gioco.


Rispondiamo insieme ad alcune domande.


La prima.


Secondo te, com’era lo sforzo che sosteneva il nostro amico della preistoria quando si trovava a combattere contro una preda o contro un avversario di un’altra tribù, in una lotta corpo a corpo?


Esatto, era BREVE.


La lotta infatti durava davvero poco, pochi attimi.

Infatti, o il nostro amico vinceva e si salvava, o moriva nello scontro sconfitto dall’avversario o sbranato da una belva feroce.                                                                                                                  

Se ci pensi bene, anche da ragazzini, quando si litigava, succedevano le stesse cose.                                                                                                                                                                                                                      Ricordi?                                                                            

Nelle classiche baruffe, scoppiava "un polverone" di pochi secondi. Volavano quattro schiaffi, due calci, il più forte vinceva, lo sconfitto si arrendeva o scappava a gambe levate. Non moriva e non si uccideva nessuno. Ma il senso della lotta era quello.                                             

In pratica abbiamo fatto sempre così e tutt’ora continuiamo a farlo.


Sei d’accordo?


Molto bene.


Andiamo avanti.


Altra domanda.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

Secondo te, durante la lotta contro un animale o un avversario, com’era lo sforzo che doveva compiere il nostro antenato?

Era INTENSO, esatto.

Era cioè il massimo possibile che si potesse sostenere in quel breve lasso di tempo.                                                                                                                                      

Riflettici un attimo.                                               

Quando si lottava per la vita o la morte, si combatteva e basta.         Non stavi lì a pensare se tirare un colpo un po’ più forte o uno un po' più piano.                                                                                        

Immagina la scena. Una belva ti attaccava o un avversario ti voleva uccidere per rubarti la preda e tu dovevi difenderti. Eri lì, volevi sopravvivere e dovevi quindi dare fondo a tutte le tue energie in pochi attimi, senza risparmiarti.                                                                                             

Come si suol dire, dovevi dare tutto e subito.


Ci sei?


Ottimo.


Proseguiamo ancora.


Ultima domanda.


Secondo te, il nostro antenato andava a caccia tutti i gironi in modo sistematico e costante?                                                                                                                               

NO! Infatti ci andava in modo INFREQUENTE e ORAGNIZZATO.

Si esatto.

L’abbiamo visto, ricordi?                                                                                                                                                    

Il nostro antenato andava a caccia e uccideva la preda o questa veniva trovata su un albero.                                                            Si fermava a mangiare le parti commestibili o le portava al villaggio per dividerle con gli altri della tribù, fino a quando non avveniva la decomposizione delle carni. Decomposizione che si verificava nel giro di qualche ora per le prede piccole, o in 12-13 giorni per quelle più grandi.                                                                                  Finita la lotta o la caccia, seguiva un periodo di riposo che permetteva al nostro antenato di restare al villaggio a recuperare le energie spese negli sforzi, curarsi le ferite o studiare nuove tattiche di caccia.


Questo è quello che abbiamo fatto per migliaia di anni.


Questo è contenuto nel nostro DNA.


RIFLESSIONI E CONSEGUENZE SULL’ALLENAMENTO CON I PESI.


Come dicono gli studi, comportandosi in questo modo, il nostro antenato aveva un corpo forte, una muscolatura proporzionata e pochissimo grasso addosso.


Questo perché, come hai letto, lui si “allenava”  in modo Breve, Intenso, Infrequente e Organizzato.                                                                    A uno sforzo duro e pesante, seguiva un periodo di recupero.                                                                                                                                                               Poi di nuovo un nuovo sforzo breve e intenso e poi ancora recupero.

Grazie a questo modo di fare, il corpo del nostro antenato riusciva ad adattarsi bene agli sforzi, si potenziava, consumava grasso e gli dava anche la possibilità di riprodursi per tramandare la specie.


Ora.


Se abbiamo fatto così per migliaia di anni.                    


Se questo modo di fare ce l’abbiamo nel DNA. Significa che è questo quello che dobbiamo fare quando ci alleniamo.                                                      


Perché allora quando vai in palestra e segui i classici allenamenti ti dicono di allenarti in modo diverso da quello che abbiamo sempre fatto?


Perché cioè ti dicono di fare quello che non devi fare?

Non si sa…


A conferma di quanto stiamo dicendo, tu facci caso.

Quando vai in palestra, la gran parte degli istruttori ti dà la classica scheda con 4 esercizi per gruppo muscolare da 10 o 12 ripetizioni ciascuno e ti propone di seguire quell’ allenamento per 4 o 5 giorni a settimana.


Spesso non ti dice né come utilizzare i carichi. 

Né come e quando aumentarli.                                                       Né come e quando diminuirli.                                   

Né di quanto aumentarli o diminuirli.                       

Né quando riposare e perché.                                                                                  

Non solo.                                                                                                                                                        

Più vai avanti, più ti viene detto di allenarti anche 5 o 6 giorni a settimana, fino ad arrivare addirittura anche a due volte al giorno!


Ora.


Sulla base di quanto hai letto, sai che seguire questo consiglio, è pura follia.


Si perché, come hai visto, non abbiamo mai fatto così.

E il nostro fisico non può fare così.


Diciamoci la verità.                                                    


Per avere risultati sul tuo fisico è vero che devi usare dei carichi impegnativi.                                  

E fin qui siamo d’accordo.                                                 


Ma per riuscire a usare certi carichi 5 o 6 volte a settimana, hai due possibilità:                                                                                          -o sei Superman  (e non credo…),                                                    -o devi far ricorso alle “bombe” di steroidi che ti sformano e ti gonfiano come un pallone.                                                          


Se usi quelle però, oltre a rovinarti la salute, ti prendi in giro, perché vuoi raggiungere in maniera scorretta certi risultati.                            


Non solo.                                                                                 


Certe sostanze ti portano ad avere un corpo non naturale e una muscolatura finta, artefatta.


Da ciò deriva il classico allenamento che ti viene detto di fare non ha fondamento.                             


Mentre quello corretto va svolto tenendo in considerazione specifici parametri sulla base delle tue capacità fisiche e un indice specifico conosciuto da pochi per calcolare il giusto peso da utilizzare per svolgere un allenamento efficace e che porti risultati.


A proposito di carichi e di parametri, c’è il rovescio della medaglia.

Se infatti usi pesi troppo leggeri per allenarti non calcolati sulla base delle tue capacità fisiche e che quindi non stimolano correttamente i tuoi muscoli, fai un allenamento privo di efficacia. 


Quello che ne ricavi è che avrai risultati prossimi allo zero, quindi perderai tempo e soldi, senza aver ottenuto quel fisico bello e in forma come desideri e sogni.


Che fare allora?


Cioè…


QUAL È QUINDI IL CORRETTO SISTEMA DI ALLENAMENTO DA SEGUIRE PER OTTENERE UN FISICO DA FAR INVIDIA A CHI TI CONOSCE E FAR GIRARE LA TESTA A CHI TI INCONTRA?


Sulla base di quanto hai letto, abbiamo detto che devi tenere in considerazione il fatto che il nostro corpo e il nostro DNA, sono settati a 100.000 anni fa e quindi siamo abituati a fare sforzi brevi, intensi, infrequenti e organizzati, non altro.                                


Questo quindi è il modo che dobbiamo seguire per allenarci in maniera corretta.                                                   


Oltre al fatto che abbiamo fatto così per migliaia di anni, sai perché dobbiamo allenarci in questo modo?


Perché il nostro corpo ragiona in una certa maniera quando gli facciamo fare un allenamento con i pesi.


Sai come?


Beh, intanto il nostro corpo non sa che ci stiamo allenando con i pesi.


Cioè il nostro fisico non sa che stiamo alzando un bilanciere perché vogliamo essere in forma o perché vogliamo perdere un po' di grasso o perché ci piace essere belli o perché vogliamo distrarci dopo una giornata di lavoro.


No.


Il nostro corpo considera quel bilanciere, come un animale o come un avversario contro il quale stiamo facendo una lotta.                                                                                                                            

Per lui, quel gesto che stiamo compiendo, non è altro che lo stesso gesto che abbiamo fatto per migliaia di anni.


Quindi torniamo lì.


Se abbiamo fatto così per migliaia di anni, e questo è nel nostro DNA, perché vogliamo far fare al nostro corpo qualcosa di sbagliato, quando ciò che lui è abituato a fare è la cosa giusta?


Ma a questo scatta la classica affermazione di qualcuno che non sa queste cose e non conosce le basi scientifiche dell’allenamento.


E dice:

“eh ma in tanti anni ci siamo evoluti”.


Affermazione stupida fatta da chi confonde il progresso dell’uomo con l’evoluzione  del DNA.


Il nostro DNA, come detto, è quello dei nostri predecessori di 100.000 anni fa. Perché il nostro DNA, come sai, si è modificato soltanto di un piccolo 0,004% in 100.000 anni.


Quindi questa affermazione sull’evoluzione non ha nessun fondamento.


Punto.


Da ciò ne ricavi che, se vuoi avere dei veri risultati in termini di bellezza fisica, devi allenarti in modo differente, rispetto ai classici allenamenti che ti dicono di fare.                                                                                   

E il modo giusto è proprio quello di eseguire uno sforzo breve, intenso, infrequente, organizzato, utilizzando carichi pesanti rapportati alle tue capacità fisiche. Compiuto questo sforzo, deve seguire un periodo di riposo, prima di allenare di nuovo gli stessi muscoli, per dare modo al tuo corpo di recuperare al meglio e rinforzarsi.


Ne consegue che il B..I.I.O. è il corretto sistema di allenamento da seguire.


Nel B.I.I.O. infatti l'allenamento è programmato ed è organizzato su determinati carichi da sollevare calcolati in base alle capacità di ciascun individuo ed intervallati da un determinato periodo di riposo.                                                                                             


Per calcolare il giusto carico e rendere così proficuo l’allenamento, l’istruttore deve conoscere e tenere in considerazione, in ogni seduta, un indice specifico per guidarti in maniera corretta al raggiungimento dei risultati che desideri.


Non solo.


Ti deve far svolgere solo quegli esercizi  base detti multiarticolari, cioè che coinvolgono più muscoli contemporaneamente, perché così abbiamo fatto per centinaia di anni.                 


Al contempo deve farti di fare quegli esercizi che non hanno senso e non servono a migliorare il tuo fisico.


Solo seguendo questo metodo puoi raggiungere i risultati che desideri senza spiacevoli e noiosi infortuni e senza rischiare di entrare nel pericoloso superallenamento che porta catastrofiche conseguenze sul tuo corpo e sulla tua mente.


Bene.


Siamo alla fine di questo articolo.

Se desideri ulteriori informazioni su questo sistema di allenamento visita il mio sito www.personaltarinerperte.com

Per una prova gratuita e una consulenza, dove potremo approfondire la conoscenza del BIIO e farci tutte le domande che vogliamo, vieni nella palestra New Life di Porto San Giorgio.                                                

Chiedi ad Alessandra, la titolare e lei ti darà tutte le informazioni per incontrarci e fare quattro chiacchiere insieme e approfondire il discorso sul B.I.I.O.                                                             


Se vuoi, puoi anche inviare una email all’indirizzo: allenatidifferente@gmail.com indicando quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere o quali sono i problemi vuoi risolvere e riceverai una risposta.


Bene, siamo alla fine dell’articolo.


Spero che le informazioni che ho cercato di darti, nella maniera più coincisa possibile, siano state di tuo gradimento.

Prima di salutarti voglio ringraziarti per aver letto questo articolo fino a qui.


A presto e ricordati…


Per ottenere risultati “allenati differente”.


Ciao!

Massi Caringella                                                                                personal trainer certificato B.I.I.O. system